
Taxi driver
(1976, Taxi driver)
di Martin Scorsese
Travis Bickle, a seguito delle atrocità vissute durante la guerra del Vietnam, vive in uno stato di profonda alienazione nella grande metropoli di New York, acuito da croniche crisi d’insonnia. Travis fa il tassista notturno, trascorre le sue giornate sfogando il suo malessere su un diario e l’unico svago che riesce a concedersi consiste nell’assistere alle proiezioni di film a luci rosse. Incapace di riadattarsi al contesto sociale e di abbandonare la sua routine, Travis trova speranza nel sentimento che nutre per Betsy, impiegata dello staff elettorale del senatore Palantine. Nonostante Betsy sia affascinata dal ragazzo, il primo appuntamento in un cinema a luci rosse la convince a non continuare a frequentarlo.
I gravi disturbi nevrotici del tassista, intanto, esasperati dalla contemplazione del degrado sociale che lo circonda, lo spingono ad identificare sé stesso come un giustiziere...
